Quel gesto di carità…mi ha interpellato
Deogracias Kitoko, educatore guanelliano, si occupa a Kinshasa del recupero e della promozione dei ragazzi di strada. Nato in una famiglia credente, frequenta le scuole cattoliche. Terminato il liceo, in qualità di studente universitario, inizia a fare apostolato con i bambini e giovani di strada guidato da Madre Maria della Congregazione delle sorelle della fede della parrocchia di Sant’Alfonso, nei locali pubblici del comune di Matete. La graduale scoperta della passione per l’impegno sociale e, attraverso i bambini di strada, l’incontro con i Servi della Carità….
“Quella prima esperienza di apostolato mi ha aiutato a scoprire in profondità la sofferenza, il rifiuto, l’emarginazione, i maltrattamenti che subiscono questi bimbi e ragazzi non solamente da parte delle famiglie ma anche da parte della società, delle sette, delle chiese dette del risveglio e mi ha aiutato a vederli quali essi sono: delle vittime.
E’ grazie a tale apostolato promosso dalla parrocchia di Sant’Alfonso che ho compreso la mia vocazione all’impegno sociale. Risuonavano quotidianamente in me le parole di Gesù “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me” (Mt 25,40-42).
Poi l’incontro con la Congregazione dei Servi della Carità, reso possibile proprio dai “bimbi e giovani del cuore”. La Congregazione infatti, tramite l’allora direttore spirituale dell’OSEPER padre Guido, ha per prima aperto una casa per l’alloggio e la protezione dei più piccoli tra i bimbi di strada.
Un gesto che mi ha interpellato e ha ispirato la scelta di consacrare la mia vita alla protezione della persone indifese. La scoperta dal carisma guanelliano, attraverso esempi concreti di carità, mi ha aiutato e donato una gioia grande, nel legame vero con i poveri.
Una passione che è divenuta impegno morale oltre che materiale. Una sfida: promuovere la vita dei più disperati tra i bimbi e giovani del cuore mediante risposte originali e creative per aiutarli a trovare la speranza nella vita, in maniera disinteressata.
Così facendo ho fatto a mia volta esperienza di come Dio Padre provveda ai miei bisogni senza che io stesso me ne renda conto.
Oggi come educatore avverto costantemente il sostegno del carisma guanelliano e quell’invito a fidarsi totalmente della Divina Provvidenza che non dimentica nessuno e senza il cui aiuto la promozione della vita sarebbe pura teoria”.