L'equipe mobile dei guanelliani: da due anni lungo le strade prevenzione, formazione e tutela della vita
Guarda il video http://video.google.com/videosearch?q=oseper&emb=0&aq=f#
Kishasa: ore 19.30: anche questa sera il pulmino dei Servi
della Carità riesce a partire. Lo guida papa Jean Marie: a
bordo due educatori, un infermiere e un ex ragazzo di
strada che fa da guida. Una borsa con i medicinali
per il primo soccorso, materiale informativo per la
sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente
trasmissibili e su VIH AIDS, un po’ di benzina.Direzione
Matete, Lemba e Limete alcuni dei quartieri di Kinshasa,
Domani toccherà a Masina, Ndjili, Kimbanseke e
Ngaba.
L’equipe
mobile dell’OSEPER (Opera di Accompagnamento, Educazione e
Protezione dei Ragazzi di Strada) da 2 anni esce alla
stessa ora. Va incontro alle migliaia di giovani e ragazzi
di strada, oramai anche vere e proprie famiglie di
strada.
Gli
operatori sono ripartiti in due equipe. Ciascuna ha i
suoi siti di riferimento..si lavora dalle 19.30 alle 22.30
dal lunedì al sabato.Strade sterrate e piccoli vicoli. Non
c’è luce. Gli occhi dei bambini che arrivano sempre
numerosi all’appuntamento….quelli sì sono fari nella notte
di Kinshasa. Matete: prima tappa…un saluto, il pulmino si
ferma…
C’è
Matondo, non manca mai all’appuntamento….oggi con lui anche
Dieumerci. Un controllo veloce...chiediamo se in zona si
registra qualche emergenza o bisogno di
aiuto.
Risaliamo.
Direzione Lemba.
“Pichou
ha appena partorito…controlliamo la situazione del piccolo.
Qualche indicazioni per l’igiene di base e l’alimentazione.
Un controllo anche alla mamma. Ripasseremo tra tre
giorni.
Betty
ha problemi di respirazione, si decide di farle passare la
notte al nostro dispensario per la cura della salute, dove
i ragazzi di strada che riusciamo a seguire possono
beneficiare di cure sanitarie gratuite.
Sono
già le 21.30. Ultima tappa per oggi Limete. Qui i problemi
sono diversi…Incontriamo giovani ragazze dai 15 anni in su
che praticano la prostituzione e appena ci vedono ci
chiedono di allontanarci per non disturbare il movimento
della clientela. Si cerca comunque di dialogare con loro
per dissuaderle dal continuare a prostituirsi,
presentando i vari rischi per la salute e per la vita che
non si puo’ costruire positivamente in quel modo,
un'orizzonte di dignità diversa...
Più
avanti incontriamo altri ragazzi, offriamo loro interventi
di primo soccorso, cerchiamo di identificare chi ha bisogno
di aiuto per poi segnalare i casi alle autorità competenti
(comune, polizia, parrocchia..).
Prevenzione
socio sanitaria d’urgenza e creazione di una un rete di
protezione per i bambini in situazioni difficili…gli
obiettivi di base.
Sono
le 22. Si rientra al centro don Guanella, negli occhi
ancora il volto dei tanti ragazzi e ragazze incontrati… i
tanti volti della povertà che interpellano…le tante
esigenze da soddisfare (medicine, vestiti, cibo,
protezione, mediazione per il ritorno in famiglia,
orientamento per imparare e realizzare una attività
produttiva per poter gaudagnarsi da vivere…). Insomma,
darsi da fare come se tutto dipendesse da noi, ma senza
dimenticare che…
…E’
Dio che fa.