Kinshasa notti di speranza
L'equipe mobile dei guanelliani: da due anni lungo le strade prevenzione, formazione e tutela della vita
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Kishasa: ore 19.30: anche questa sera il pulmino dei Servi della Carità riesce a partire. Lo guida papa Jean Marie: a bordo due educatori, un infermiere e un ex  ragazzo di strada che fa da guida.  Una borsa con i medicinali per il primo soccorso, materiale informativo per la sensibilizzazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili e su VIH AIDS, un po’ di benzina.Direzione Matete, Lemba e Limete alcuni dei quartieri di Kinshasa, Domani toccherà a Masina, Ndjili, Kimbanseke e Ngaba.
 L’equipe mobile dell’OSEPER (Opera di Accompagnamento, Educazione e Protezione dei Ragazzi di Strada) da 2 anni esce alla stessa ora. Va incontro alle migliaia di giovani e ragazzi di strada, oramai anche vere e proprie famiglie di strada.
Gli operatori  sono ripartiti in due equipe. Ciascuna ha i suoi siti di riferimento..si lavora dalle 19.30 alle 22.30 dal lunedì al sabato.Strade sterrate e piccoli vicoli. Non c’è luce. Gli occhi dei bambini che arrivano sempre numerosi all’appuntamento….quelli sì sono fari nella notte di Kinshasa. Matete: prima tappa…un saluto, il pulmino si ferma…
C’è Matondo, non manca mai all’appuntamento….oggi con lui anche Dieumerci. Un controllo veloce...chiediamo se in zona si registra qualche emergenza o bisogno di aiuto.
Risaliamo. Direzione Lemba.
“Pichou ha appena partorito…controlliamo la situazione del piccolo. Qualche indicazioni per l’igiene di base e l’alimentazione. Un controllo anche alla mamma. Ripasseremo tra tre giorni.
Betty ha problemi di respirazione, si decide di farle passare la notte al nostro dispensario per la cura della salute, dove i ragazzi di strada che riusciamo a seguire possono beneficiare di cure sanitarie gratuite.
Sono già le 21.30. Ultima tappa per oggi Limete. Qui i problemi sono diversi…Incontriamo giovani ragazze dai 15 anni in su che praticano la prostituzione e appena ci vedono ci chiedono di allontanarci per non disturbare il movimento della clientela. Si cerca comunque di dialogare con loro per dissuaderle dal continuare a prostituirsi, presentando i vari rischi per la salute e per la vita che non si puo’ costruire positivamente in quel modo, un'orizzonte di dignità diversa...
Più avanti incontriamo altri ragazzi, offriamo loro interventi di primo soccorso, cerchiamo di identificare chi ha bisogno di aiuto per poi segnalare i casi alle autorità competenti (comune, polizia, parrocchia..).
Prevenzione socio sanitaria d’urgenza e creazione di una un rete di protezione per i bambini in situazioni difficili…gli obiettivi di base.
Sono le 22. Si rientra al centro don Guanella, negli occhi ancora il volto dei tanti ragazzi e ragazze incontrati… i tanti volti della povertà che interpellano…le tante esigenze da soddisfare (medicine, vestiti, cibo, protezione, mediazione per il ritorno in famiglia, orientamento per imparare e realizzare una attività produttiva per poter gaudagnarsi da vivere…). Insomma, darsi da fare come se tutto dipendesse da noi, ma senza dimenticare che…
…E’ Dio che fa.