
Giovanni ha 82 anni. Barba, baffi e capelli bianchi circondano un volto sereno e sorridente. Lo conosco tutti all’Hogar don Guanella di Tapiales. Vi abita da 12 anni; è la sua casa, l’unica che ha avuto, comoda e piena di calore, che non cambierebbe per nulla al mondo. Un passato da “cartonero”, come tante migliaia di persone che vivono nella grande Buenos Aires, vivendo di espedienti. E’ nato nella capitale da padre italiano , giunto in Argentina ai primi del ‘900, nascondendosi nella stiva di una nave, per disertare la prima guerra mondiale. Presto muoiono padre e madre. Rimane solo senza familiari. Gli fa da tutore un amico del padre, che muore dopo qualche anno. Giovanni resta nuovamente solo. E’ un calzolaio questa volta ad aiutarlo insegnandogli un lavoro, mentre una signora gli concede una stanza per vivere. Ma presto la solitudine, l’assenza di relazioni vere lo porta nuovamente in strada. Nel 1996 l’incontro con l’Opera: una casa stabile e una famiglia.




